sabato 3 maggio 2014

Sia chiaro,il recupero crediti non può chiamare vicini o parenti

Oggi vorremmo fare chiarezza sui limiti che il recupero crediti non può oltrepassare.

I call center delle società di recupero crediti,non possono assolutamente contattare vicini o parenti.
Non possono rivelare a terzi la natura del vostro debito,oppure rilasciare altre informazioni personali.

Purtroppo ci stanno arrivando decine di segnalazioni di operatori scorretti che contattano vicini e parenti dicendo di avere "urgenti comunicazioni" per la tale persona in questione.

Un altro trucco che queste società stanno usando,è quello di farsi passare come corrieri,spedizionieri oppure concessionari d'auto che devono consegnare un automobile.
In questo modo cercano di ottenere dal vicino o dal parente il vostro cellulare oppure altre informazioni per contattarvi.

Se vi dovesse capitare qualcosa del genere,dovete essere molto decisi.
Inanzitutto contattate la società di recupero crediti diffidandoli dal contattare nuovamente terze persone per vostre questioni.Tagliate corto su qualsiasi altra cosa vi abbiano da dire.
In seguito preparare una raccomandata A/R indirizzata alla società di recupero,al creditore (finanziaria,banca ecc) spiegando la situazione.
Potete mandare copia via email anche al garante della privacy.
Nel caso fatevi supportare da un'associazione consumatori oppure mandateci una mail.

Può essere molto utile fare sapere al vostro creditore,il comportamento scorretto della società di recupero crediti.
E' una pessima pubblicità per la finanziaria o banca di turno che accadano queste cose.
Per la società di recupero crediti,può essere un danno molto importante,se nel caso dovessero prendere una multa o peggio, che il proprio cliente (banca o finanziaria) decida di revocargli il mandato.

Non fatevi intimorire da queste situazioni,ci sono i mezzi per contrastare persone ed aziende scorrette.


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mercoledì 30 aprile 2014

Ancora telefonate e pressioni dal recupero crediti..

Come sempre ci arrivano decine di email ogni giorni,chiedendoci aiuto per pressioni e minacce ricevute da alcune società di recupero crediti con pochi scrupoli.

Cercheremo di essere molto chiari,in modo da aiutare i nostri lettori.

Le società di recupero crediti guadagnano se incassano soldi.Hanno delle provvigioni in base a quanto recuperano ed in che modo recuperano.(se contanti,saldo e stralcio,cambiali e via dicendo)

Se la società e l'esattore non incassano,non portano a casa nulla,ma hanno solamente delle spese.(telefono,gasolio ecc)

E' normale che queste persone premano per potere chiudere le pratiche.Le società di recupero crediti alla fine non  sono altro che  delle società di "mediazione" che cercano di trovare un compromesso tra il creditore ed il debitore.
Gli esattori si fanno chiamare procuratori stragiudiziali,ma in realtà sono degli agenti che cercano di capire se il debitore ha la reale intenzione e/o possibilità di onorare il suo debito.

Quando vi chiamano decine di volte,oppure vi trattano male al telefono o di persona è semplicemente per questo motivo:se non incassano,non guadagnano.

Ci sono esattori scorretti e prepotenti ma ci sono anche persone serie che potere campare fanno questo ingrato lavoro e per portare a casa la pagnotta devono essere rigidi ed avere quell'aria da "avvocato".

Le società di recupero crediti non hanno comunque il diritto di potervi intimorire,minacciare o fare altro,devono sempre rimanere nella legalità e generalmente nella correttezza.

Questo vi fa capire come potete gestire queste persone.Se non potete pagare,semplicemente spiegate il vostro problema senza farvi mettere con le spalle al muro.
E' logico che vi diranno che la pratica è già al Tribunale,che vi pignoreranno qualsiasi cosa e via dicendo,è il loro lavoro ed ora capite meglio perchè lo fanno.

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mercoledì 23 aprile 2014

Il Giudice revoca l'iscrizione di un utente nella lista dei cattivi pagatori

Notizia interessante dal Tribunale di Agrigento.

Un utente bancario ha visto la sua banca condannata per "illegittima iscrizione alla Crif".

Purtroppo sempre più spesso capita che al momento della richiesta di un finanziamento oppure di una carta di credito vi venga detto che c'è una segnalazione a vostra carico nelle banche dati.

Gli istituti di credito hanno l'obbligo di avvisarvi tramite raccomandata o posta certificata della decisione di iscrivervi in queste liste.

La notizia importante per tutti i consumatori è che oltre ad avere avuto tutte le spese legali rimborsate,l'utente in questione ha ottenuto anche la cancellazione del nominativo presso le liste dei cattivi pagatori.

Vi consigliamo nel caso il vostro nome fosse stato segnalato nelle banche dati,di verificare immediatamente se la banca vi ha avvisato nei modi descritti sopra.

In caso di mancato avviso,vi consigliamo di rivolgervi immediatamente al vostro istituto di credito chiedendo delle spiegazioni.
Se la banca non dovesse darvi risposte soddisfacenti rivolgetevi alla vostra locale associazione dei consumatori oppure all'Arbitro Bancario Finanzario.



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martedì 22 aprile 2014

Non ti mandano le bollette e poi ti staccano il gas! Cosa fare?

Purtroppo capita sempre più spesso che società che forniscono luce,acqua o gas non fatturino per diversi mesi e poi l'utente si trova recapitare bollette da capogiro.

A quel punto,l'utente prova a richiedere una spiegazione che non viene data e scatta il tentativo di rateizzazione del debito.

La società lo nega in quanto il debito è troppo alto e staccano l'utenza.

Sembra follia ma purtroppo capita davvero.

Come difendersi?

Inanzitutto,se notate che le bollette non arrivano,inoltrate una raccomandata A/R specificando che non avete ricevuto la regolare fatturazione e che attendete al più presto il ripristino della stessa.
Non fidatevi dei call center,generalmente prendono nota ma non succede nulla di concreto.

Nel caso l'azienda non rispondesse oppure vi minacciassero di sospendere le forniture dovete rivolgervi immediatamente alla vostra locale associazione dei consumatori.
Sapranno guidarvi per risolvere il problema ed in ultima istanza è possibile accedere alla conciliazione.

In particolare le segnalazioni riguardano la società Eni Spa che da diversi mesi, se non anni,non ha fatturato regolarmente le bollette agli utenti.

In un caso recente,presso il Giudice di Pace di Gaeta,lo stesso ha condannato la società Eni Spa al ripristino della fatturazione ed alla rateizzazione del totale pari al numero di mesi della omessa fatturazione.

Oggi ci sono strumenti concreti per difendersi,informatevi e non fatevi fregare!



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sabato 19 aprile 2014

Bollette arretrate e contestate,ma ritorna il recupero crediti,cosa fare?

In questo periodo abbiamo molte segnalazioni relative a richieste da parte del recupero crediti di incassare utenze scadute da molti anni.

Generalmente si tratta di bollette di precedenti gestori o società oppure di nuove utenze dove c'era stata una formale contestazione.

La maggiore parte di questi crediti sono insegibili.Sono prescritti oppure ci sono delle reali contestazioni che erano state fatte direttamente alla società.

Qualche esempio pratico:

Per Tele2 ci sono delle bollette con spese di attivazione non giustifcate,oppure delle fatturazioni per periodi in cui il servizio funzionava male oppure non funzionava del tutto.

Per Tele+ oppure Sky ci sono degli addebiti per film mai visti oppure il servizio non è funzionato per diverse settimane.

Stessa cosa per le utenze del gas.Con la liberalizzazione del mercato,c'è stato un sacco di promozione per cambiare gestore.In molti casi al subentro del nuove operatore ci sono stati molteplici problemi.
Abbiamo segnalazioni di casi in cui addirittura le famiglie sono rimaste senza gas per un mese e mezzo,ma la società ha comunque fatturato degli ipotetici costi amministrativi.

Questi crediti sono generalmente stati ceduti a terzi.Il creditore originario sapendo benissimo che sono crediti inesigibili,ha venduto gli stessi ad altri per potere "ripulire" il proprio bilancio.

Come abbiamo sempre scritto sul nostro blog,del credito non si butta mai via nulla.Le società si scambiano e vendono crediti a vicenda,fregandosene se sono esigibili o meno.

In casi come questi,rivolgetevi alla vostra locale associazione dei consumatori per chiedere consigli e rispondere alle richieste di queste società.



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venerdì 18 aprile 2014

Recupero crediti: per privacy non possono telefonare a parenti o vicini.

Interessante decisione del Garante della Privacy in merito a telefonate da parte di banche,finanziarie e recupero crediti.

Il creditore deve comunicare esclusivamente con il debitore.Non può riferire a terze persone del suo debito.

Questo vuole dire che le società di recupero crediti,non possono assolutamente telefonare ai vostri parenti o vicini per chiedere informazioni su di voi oppure chiedere di essere richiamati.

Purtroppo un trucco molto scorretto da parte delle società di recupero crediti,consiste nel cercare tramite l'elenco telefonico se ci sono vicini presenti oppure se c'è qualche famigliare con il vostro cognome.

Questo perchè la maggiore parte delle società di recupero tenta il primo contatto telefonicamente per risparmiare costi e tempo.

A volte queste società rivelano direttamente a terzi del vostro problema,spiegando che sono una società di recupero oppure uno studio legale e che devono parlare urgentemente con voi.

In altri casi si fanno passare come concessionari di auto/moto che devono consegnare il bene oppure corrieri espressi che devono consegnare un pacco.
Gli operatori telefonici di queste società vogliono cercare di ottenere il numero di casa/cellulare del debitore chiamando terze persone.

In casi del genere,dovete segnalare immediatamente al Garante della privacy quello che è successo.
Potete farvi assistere dalla vostra locale associazione dei consumatori per presentare il reclamo.

Non fatevi torturare e spaventare da operatori scorretti,oggi ci sono i mezzi per potersi tutelare.

La stessa cosa vale per le telefonate preregistrate da parte di banche e finanziarie nel caso di un sollecito di pagamento.
Queste telefonate possono essere indirizzate esclusivamente al debitore e non a terze persone.



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mercoledì 16 aprile 2014

Usate l'Arbitro Bancario Finanziario se avete problemi con banche e finanziarie!

Uno strumento molto valido ed utile è l'Arbitro Bancario Finanziario.

Previsto dalla legge sul risparmio 262 del 2005 è un organismo imparziale che risolve per via stragiudiziale le controversie tra intermediari finanziari e clienti.

Ogni collegio è composto da 5 membri.Tre nominati dalla Banca d'Italia,uno dai consumatori ed uno dall'associazione di categoria della banca o finanziaria.

La Banca d'Italia ne cura il funzionamento.Ogni componente del collegio deve avere maturato una specifica esperienza tecnica nel settore.

Per potere rivolgersi all'Abf,il cliente deve avere tentato di risolvere il problema con la banca.In caso di esito negativo oppure in caso di mancata risposta dalla banca/finanziaria si può fare ricorso all'Abf.Se l'Arbitro da ragione al cliente,la banca o finanziaria deve risolvere rapidamente il problema.Nel caso non lo facesse,il nominativo della stessa verrà pubblicato sui giornali e sul sito web dell'Abf.

Il vantaggio di rivolgersi all'Abf sono i costi minimi e la rapidità nelle decisioni.

Come fare ricorso?

In caso di controversia con l'intermediario finanziario,bisogna fare reclamo direttamente alla banca/finanziaria ed aspettare 30 giorni per una risposta.Nel caso di una risposta non soddisfacente oppure non ci fosse risposta da parte dell'intermediario si può presentare reclamo all'Abf.(non devono essere passati più di 12 mesi dal reclamo alla banca/finanziaria)

Per procedere bisogna effettuare un versamento di 20 euro (visitate il sito dell'Abf per le modalità di pagamento).

Dal sito web dell'Abf si possono scaricare i moduli,oppure si possono ritirare presso gli sportelli della Banca d'Italia.
Bisogna poi inviare copia del modulo e la ricevuta di pagamento alla segreteria tecnica della vostra area.
Potete anche utilizzare un'associazione dei consumatori per farvi aiutare.

Una volta che l'intermediario riceve copia della contestazione dal'Abf ,ha 45 giorni di tempo per rispondere.

Una volta ricevute le motivazioni dell'intermediario,l'Abf ha 60 giorni di tempo per comunicare la propria decisione.

Se l'Abf accoglie la contestazione del cliente,la banca/finanziaria ha 30 giorni di tempo per risolvere il problema.

Nel caso la banca/finanziaria non rispetasse la decisione dell'Abf,oppure non collaborasse alla conclusione del procedimento,il loro nominativo verrà segnalato sulla pagina dell'Abf e con un annuncio su due quotidiani a diffusione nazionale.

Come vedete per un costo minimo avete finalmente la possibilità di difendervi da banche e finanziarie scorrette.
E' un metodo rapido che tutela gli interessi dei consumatori.

Per maggiori informazioni consultate il sito dell'Arbitro Bancario Finanziario www.arbitrobancariofinanziario.it

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