Ci ha scritto Paolo da Padova che ha un
debito di circa 8000 euro con il gruppo Intesa.
Si tratta di un fido da 5000 euro che
la banca ha revocato otto mesi fa ed il cliente non aveva la
possibilità di rientrare.
Il conto è stato girato all'incaglio
ed il piano di rientro del lettore non è stato accettato.
Ora la banca accetta il piano di
rientro di Paolo ma chiede una cambiale a garanzia su tutto
l'importo.
Il piano di rientro è abbastanza
vantaggioso,sono circa 200 euro al mese.
Il nostro consiglio è quello di fare
molta attenzione con le cambiali a garanzia.
La banca ovviamente sta cercando di
avere un'arma in mano nel caso i pagamenti venissero sospesi.
A quel punto il rischio è di trovarsi
seriamente in difficoltà,con il ricatto da parte dell'istituto di
credito di incassare la cambiale e quindi mandarla in protesto.
Consigliamo di non firmare la cambiale
a garanzia e di negoziare con la banca il piano di rientro senza
garanzie.
Un'alternativa potrebbe anche essere di
aspettare che la banca venda ad una società di factoring il
credito.In questo caso ci sarebbe spazio per potere proporre un saldo
e stralcio molto aggressivo.
Ovviamente il problema è quello di
avere una CR “macchiata” e quindi avere serie difficoltà ad
ottenere nuovo credito presso altre banche o finanziarie.
Si potrebbe anche prendere tempo con la
banca,facendo qualche sporadico versamento in modo da tenerli
“caldi”.In questo modo possiamo trovare una soluzione per avere a
disposizione una cifra da proporre a saldo e stralcio direttamente
alla banca.
L'istituto di credito avrà ovviamente
pretese maggiori rispetto alla società di factoring,ma ha comunque
più interesse ad incassare subito piuttosto che prendere i soldi in
diversi anni.
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